Guernica

Guernica

mercoledì 2 aprile 2014

Autore - Ernest Hemingway


Ernest Hemingway, secondogenito di una numerosa famiglia, nasce a Oak Park, un sobborgo poco lontano da Chicago, il 21 luglio 1899. 
In compagnia del padre, un medico che amava la vita all’aria aperta, viene introdotto fin dall’infanzia all’amore per la caccia e la pesca, che rimarranno le sue grandi passioni per tutta la vita.
Notando il precoce talento gli insegnanti lo incoraggiano a scrivere e dopo il diploma viene assunto come cronista dal Kansas City Star. Hemingway inizia così una professione che non abbandonerà mai e che influenzerà profondamente la sua carriera di scrittore.
A diciassette anni comincia a tirare di boxe, pare perché picchiato, senza riuscire a difendersi, da un teppista;
La boxe suscita le prime delle sue “irresistibili” bugie: dirà che l’ha imparata da professionisti a Chicago e che il suo difetto (in realtà congenito) all’occhio sinistro deriva da un poderoso colpo di un avversario.

Nel 1918 Hemingway si arruola come volontario nei servizi di autoambulanze e viene inviato sul fronte italiano. Ferito a Fossalta di Piave, dopo un periodo di cure a Milano ritorna in breve tempo al fronte. 
L’orrore della guerra in trincea lascerà un segno indelebile nello sviluppo della sua personalità e le esperienze di guerra costituiranno la base per "Addio alle armi" (1929), uno dei suoi romanzi più celebri. 
Rientrato negli USA, e festeggiato nella cittadina natale come un eroe, riprende l’attività di giornalista, e comincia a lavorare ad alcuni racconti, ma non riesce a riadattarsi.

Allaccia collaborazioni con il Toronto Stars e sposa Hadley Richardson, una pianista conosciuta nell’intervallo fra le sue tante avventure amorose, con la quale si reca a Parigi
In Francia vive un periodo fertilissimo dal punto di vista intellettuale, ma incappa in numerose scappatelle amorose che culmineranno con l’addio a Hadley (da cui ha avuto un figlio).
Nel ’37 lavora come corrispondente di guerra a fianco degli americani e l’esperienza assumerà anche una sua forma narrativa nel famoso romanzo "Per chi suona la campana", pubblicato nel 1940 e scritto a Cuba dove si è trasferito nel 1939.

Dopo una safari in Africa (dove caccia i leoni agghindato da Masai), il suo aereo precipita e quello inviatogli di soccorso prende fuoco. Riesce a cavarsela ma il suo fisico è a pezzi. 
Nel 1954 vince il premio Nobel (ufficialmente tributo che lo lascia indifferente, in realtà ambito trofeo che insegue da anni).
Nel 1959 sempre più malandato, ma continuamente rincorso da fans e giornalisti, assiste alla presa di poter da parte di Fidel Castro.
Indebolito nel fisico è soggetto per lunghi periodi a una depressione nervosa, nonostante le cure degli amici e della moglie, il 2 luglio del 1961, in uno stato di profondo degrado fisico e mentale, si spara alla testa con un fucile.
"Fino ad ora, sulla morale ho appreso soltanto che una cosa è morale se ti fa sentire bene dopo averla fatta, e che è immorale se ti fa star male." [Cit. Ernest Hemingway]

Nessun commento:

Posta un commento